Quando si parla di Eurolega si pensa a una coppa come la Champions League del calcio. In realtà è un qualcosa di diverso: non la organizza una federazione, ma una società privata che appartiene ai club stessi.
Come è nata
Fino al 2000 la massima competizione europea per club era organizzata dalla FIBA, la federazione internazionale. Quell’estate i club più importanti, con l’appoggio della ULEB (l’unione delle leghe europee), decisero di mettersi in proprio: volevano gestire direttamente diritti televisivi, sponsor e calendari. Il 1° luglio 2000 nasce la società Euroleague Basketball, guidata da Jordi Bertomeu.
Non fu una passeggiata. Anni dopo, in un’intervista a Eurohoops, Bertomeu ha ricordato così quei mesi:
«Quando abbiamo lasciato la FIBA nel 2000 è stato molto difficile. Abbiamo subito pressioni politiche che ho dovuto gestire.»
Jordi Bertomeu, storico CEO dell’Eurolega (2000-2022)
Per una stagione, il 2000-01, l’Europa ebbe due coppe parallele: la SuproLeague della FIBA e l’Euroleague dei club. Dal 2001 è rimasta soltanto la seconda. Per Bertomeu il segreto è stato uno solo:
«Senza l’unità tra le squadre, tutto questo non sarebbe mai successo.»
Jordi Bertomeu
Chi sono i proprietari
La competizione è gestita da Euroleague Basketball attraverso Euroleague Commercial Assets (ECA), società fondata nel 2006. I soci sono tredici club, quelli che stanno diventando franchigie permanenti: Anadolu Efes, Baskonia, CSKA Mosca, Olimpia Milano, Barcellona, Bayern Monaco, Fenerbahçe, ASVEL Villeurbanne, Maccabi Tel Aviv, Olympiacos, Panathinaikos, Real Madrid e Žalgiris Kaunas.
Nel giugno 2024 questi tredici club hanno firmato un patto per restare insieme fino al 2040. E nel 2026 di diventare franchigie permanenti. Il CSKA è un caso particolare: è fuori dalla competizione dal 2022, ma resta socio.
Il socio commerciale: IMG
Nel novembre 2015 l’Eurolega ha firmato una joint venture decennale con l’agenzia americana IMG per vendere diritti televisivi e sponsorizzazioni: 630 milioni di euro garantiti, con l’obiettivo di arrivare a quasi 900 milioni di ricavi. Eurohoops la definì all’epoca «il progetto più ambizioso di sempre nel basket europeo».
IMG però non era proprietaria della lega: era un partner commerciale. L’accordo scade nel 2026 e la lega sta valutando di vendere una quota di minoranza di ECA, tra il 30 e il 40%, a fondi di investimento.
Da licenze a franchigie
Il 6 ottobre 2026, a Cernobbio sul Lago di Como, i soci hanno preso la decisione più importante degli ultimi anni. Dal comunicato ufficiale:
«I proprietari presenti hanno concordato di procedere con la conversione delle attuali licenze decennali in franchigie per i tredici club azionisti di ECA.»
Comunicato di Euroleague Commercial Assets, 6 ottobre 2026
Una franchigia è un posto permanente, come nelle leghe americane. E la fila per entrare è lunga. A maggio, alla vigilia della Final Four, il CEO Chus Bueno aveva detto:
«Ci sono 17 offerte per nuove franchigie, e abbiamo 40 club che vogliono entrare in EuroCup.»
Chus Bueno, CEO di Euroleague Basketball
L’obiettivo è passare da 20 a 22 e poi a 24 squadre dal 2027-28, probabilmente con due conference e meno partite di regular season. Ne abbiamo parlato qui.
Perché conta
Chi possiede la lega decide chi partecipa, quando si gioca e come si dividono i soldi. È la differenza principale con il calcio, dove la Champions League è organizzata dalla UEFA e ci si qualifica attraverso il campionato. Ne parliamo nei prossimi articoli.
Fonti: Eurohoops (Bertomeu), Eurohoops (comunicato ECA), Eurohoops (Chus Bueno), Basketnews, Eurohoops (IMG), Eurohoops (quota di minoranza), Wikipedia.