Diciassette secondi. Alessandro Pajola riceve una palla che pesa quanto una città, si alza da lontano, con le braccia protese di Jordan Nwora davanti, e infila la tripla che decide il derby. Partizan 85, Stella Rossa 82, dopo un supplementare. Il 22 ottobre Belgrado si prende una di quelle notti che ti fanno restare davanti allo schermo anche quando dovresti già essere altrove.
La Belgrade Arena accoglie 19.102 spettatori e l’energia passa continuamente dagli spalti al parquet, accompagnando ogni accelerazione dei bianconeri. Prima della palla a due si registrano anche scontri tra tifosi e con la polizia, che interviene sulle tribune. Le due squadre arrivano da direzioni opposte: tre sconfitte consecutive per il Partizan, ma contro avversarie di altissimo livello come Real Madrid, Panathinaikos e Fenerbahçe, quattro vittorie per la Stella Rossa. Alle spalle c’è una stagione europea da correggere: bianconeri quindicesimi nel 2025/26 con 16 vittorie e 22 sconfitte; biancorossi decimi sul 21–17, eliminati da Barcellona al play-in. Joan Peñarroya cerca continuità e una risalita per il Partizan, mentre Ibon Navarro ha un organico costruito per provare finalmente a raggiungere i playoff.
Per venti minuti il Partizan è convincente, vivace e divertente, con un ritmo serrato e continui attacchi al ferro. Carlik Jones dirige e colpisce, mentre Lamar Stevens accende il palazzetto con la schiacciata del 44–31 nel secondo quarto: una di quelle giocate che fanno saltare dalla sedia anche a casa. Il 31–21 iniziale diventa 52–38 all’intervallo, con i bianconeri padroni della partita e il pubblico ad amplificarne ogni accelerazione. Dopo la pausa qualcosa cambia. Dal massimo vantaggio di diciotto punti, la Stella Rossa ricuce fino al 58–50, prima che il Partizan risponda e chiuda il terzo quarto sul 65–50. La vera svolta arriva nell’ultimo periodo, quando Nwora e Ojeleye erodono il margine e l’attacco bianconero perde fluidità. A 4’55” dalla sirena è 71–66: il vantaggio c’è ancora, ma la sensazione di controllo è sparita.
Jared Butler trova due penetrazioni di enorme qualità, prima per il 75–73 e poi per il pareggio a 1’35”, rimettendo in piedi una partita che sembrava scappata. Con Stevens fuori per cinque falli, il Partizan sente il peso del momento: Hayes e Pajola sbagliano due liberi a testa, lasciando agli ospiti l’occasione del sorpasso.
Chris Jones prova a sfruttarla, ma Kevarrius Hayes gli chiude la strada con una stoppata formidabile che tiene vivi i bianconeri. Si va al supplementare sul 75–75; Hayes finirà con 13 punti, 8 rimbalzi e 3 stoppate.
Nel supplementare comanda inizialmente la Stella Rossa, che con Chris Jones e Ojeleye arriva sul 77–81. Carlik risponde, ma un libero di Ebuka Izundu lascia ancora il Partizan sotto 79–82. Il numero uno raccoglie allora il rimbalzo offensivo sul tiro sbagliato da Luca Vildoza e infila la tripla del pareggio a 1’02” dalla fine. Chiuderà con 26 punti e 5 assist, trascinando i bianconeri fino alla possibilità di vincerla.
Poi arriva Pajola. Sull’azione decisiva la palla viaggia da Carlik Jones ad Arijan Lakić e arriva a Ale, che si alza dagli 8 metri, sopra Nwora, e segna. Sette punti totali sul tabellino, tre che valgono una notte intera.
La Stella Rossa ha 17 secondi, ma la difesa del Partizan le impedisce persino di tirare. Finisce 85–82, nonostante i 22 punti di Chris Jones e i 16 di Nwora.
Il profilo Instagram ufficiale del Partizan celebra Pajola con un post che lo ritrae al tiro dentro una cornice dorata, come una vera e propria opera d’arte: è l’omaggio perfetto per un giocatore che non ha bisogno di essere il più talentuoso per diventare quello che vorresti sempre in squadra. Difende alla morte per ogni secondo speso sul parquet, mette i propri compagni davanti al proprio box score e riesce sempre ad essere determinante proprio con gli intangibles.

